Politica/ Meo (La Destra): «Rinunciano all’identità per un posto in lista»redazione - 27.03.08, 2:36 pm
Candidato al numero 5 della Camera, che però tolti i “big”, diventa al numero 2, Arturo Meo è pronto a lanciare la sua sfida. Che appare molto trasversale, e che è rivolta con un occhio anche agli altri partiti cosiddetti “minori”, che non rientrano nelle fila del Partito Democratico e del Popolo delle Libertà.Segretario, come è nata la sua candidatura?E’ arrivata dopo che dal partito era giunta l’indicazione di candidare coloro i quali si erano impegnati fin dal primo momento. Una specie di “premio” per chi ha aderito al movimento de “La Destra” in prima battuta. Per intenderci, non siamo i soliti che cambiano partito prima delle elezioni. Le nostre, sono delle candidature diverse. L’indicazione di Storace era questa fin dal primo momento.La sua indicazione è anche un riconoscimento per il movimento irpino?Sicuramente sì. Un’attestazione di stima per tutto l’esecutivo provinciale che evidentemente ha lavorato bene sul territorio. Basti pensare che abbiamo oltre trecentocinquanta iscritti, con una federazione bene organizzata e anche molto frequentata. Giorno dopo giorno registriamo sempre delle nuove adesione. Un lavoro, il nostro, iniziato nel novembre scorso e che comincia a dare i suoi frutti.La soglia del 4% alla Camera è un ostacolo superabile per la vostra formazione politica?Oggi, per la prima volta, diversi istituti di sondaggio ci danno oltre il 4% alla Camera. E lo dice una persona che diffida tantissimo dei sondaggisti, avendo maggiore fiducia nei bookmakers inglesi, che fin dall’inizio ci davano presenti alla Camera: non foss’altro che loro parlano di soldi, e quindi non si scherza.Quali sono i principali punti programmatici de “La Destra”?Al primo posto, visto che siamo una formazione politica presente sul territorio, mettiamo la tutela dell’ambiente. Che negli ultimi anni è stato irrimediabilmente devastato da fenomeni quali l’abusivismo e l’assoluta mancanza di sorveglianza. E poi, ovviamente, l’endemica emergenza rifiuti. Dove però va necessariamente fatta una considerazione.Quale?La nostra “accusa”, oltre ad essere rivolta direttamente al centrosinistra che ha governato la Regione Campania negli ultimi dodici anni, è anche per chi ha fatto opposizione. I risultati son
o praticamente nulli. Se i consiglieri di centrodestra si fossero dimessi, oggi Bassolino non avrebbe il numero legale per governare. bastava un’adesione di massa dei consiglieri, e invece non è avvenuto nulla di tutto ciò.Ci sono anche altri temi che meritano attenzione?Penso alla totale integrazione per gli stranieri che vengono a lavorare in Italia, e chi conduce un’esistenza dignitosa. La solidarietà umana sta nel garantire un lavoro a coloro che vengono, piuttosto che far entrare tutti indiscriminatamente nel nostro paese, alimentando situazione di disagio. Infine, la proposta di un “mutuo sociale” per le giovani coppie, per evitare di finire strangolate dagli interessi di banche e assicurazioni.Torniamo alla politica. Alleanza Nazionale ha “svenduto” la sua identità con l’approdo nel Pdl?Non so di cosa stia parlando, visto che non esiste nessun partito che si chiami An…A parte le battute, credo che abbiamo ritenuto giusto abbracciare delle idee e dei valori che con la destra non hanno nulla a che vedere. Noi siamo distanti dal Ppe, pur non essendo contro. Però confluire in una struttura politica distante dalle idee della destra sociale non ci ha trovati concordi e ci ha fatto scegliere di correre da soli.In questa campagna elettorale si ripete spesso l’appello al “voto utile”. Che ne pensa?Ci sentiamo molto vicini a tutti quei partiti convinti che la propria esistenza serva a rappresentare le idee di tante persone, al di là dei due “contenitori” Pd e Pdl. Non ci sono progetti comuni né identità di vedute: mi chiedo come sia possibile conciliare le idee della Mussolini con quelle di Dini e quelle di Di Pietro con la Bonino. Evidentemente il voto aiuta a dimenticare le proprie origini.Che tipo di campagna elettorale sta portando avanti?Stiamo procedendo insieme a tutti i candidati, ascoltando le richieste della gente. Sicuramente non andremo all’attacco di nessuno. E poi, siamo molto attivi sul web: abbiamo registrato 2mila visite al nostro sito internet (www.ladestra-avellino.com) negli ultimi dieci giorni . Questo significa che c’è molta attenzione intorno a noi.
Candidato al numero 5 della Camera, che però tolti i “big”, diventa al numero 2, Arturo Meo è pronto a lanciare la sua sfida. Che appare molto trasversale, e che è rivolta con un occhio anche agli altri partiti cosiddetti “minori”, che non rientrano nelle fila del Partito Democratico e del Popolo delle Libertà.Segretario, come è nata la sua candidatura?E’ arrivata dopo che dal partito era giunta l’indicazione di candidare coloro i quali si erano impegnati fin dal primo momento. Una specie di “premio” per chi ha aderito al movimento de “La Destra” in prima battuta. Per intenderci, non siamo i soliti che cambiano partito prima delle elezioni. Le nostre, sono delle candidature diverse. L’indicazione di Storace era questa fin dal primo momento.La sua indicazione è anche un riconoscimento per il movimento irpino?Sicuramente sì. Un’attestazione di stima per tutto l’esecutivo provinciale che evidentemente ha lavorato bene sul territorio. Basti pensare che abbiamo oltre trecentocinquanta iscritti, con una federazione bene organizzata e anche molto frequentata. Giorno dopo giorno registriamo sempre delle nuove adesione. Un lavoro, il nostro, iniziato nel novembre scorso e che comincia a dare i suoi frutti.La soglia del 4% alla Camera è un ostacolo superabile per la vostra formazione politica?Oggi, per la prima volta, diversi istituti di sondaggio ci danno oltre il 4% alla Camera. E lo dice una persona che diffida tantissimo dei sondaggisti, avendo maggiore fiducia nei bookmakers inglesi, che fin dall’inizio ci davano presenti alla Camera: non foss’altro che loro parlano di soldi, e quindi non si scherza.Quali sono i principali punti programmatici de “La Destra”?Al primo posto, visto che siamo una formazione politica presente sul territorio, mettiamo la tutela dell’ambiente. Che negli ultimi anni è stato irrimediabilmente devastato da fenomeni quali l’abusivismo e l’assoluta mancanza di sorveglianza. E poi, ovviamente, l’endemica emergenza rifiuti. Dove però va necessariamente fatta una considerazione.Quale?La nostra “accusa”, oltre ad essere rivolta direttamente al centrosinistra che ha governato la Regione Campania negli ultimi dodici anni, è anche per chi ha fatto opposizione. I risultati son









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