Prof. ABELE DE LUCA
CANDIDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
CAMPANIA 2
L’Ambiente ancora sotto scacco per l’assenza di controlli seri sul nostro territorio regionale e in particolar modo in provincia di Avellino. Dopo la catastrofica gestione dei rifiuti la provincia di Avellino si ritrova ad affrontare nuovamente la questione del cinipide del castagno - nome scientifico: Dryocosmus Kuriphilus. Esso presenta una sola generazione annua e nei mesi di giugno e luglio dalle galle, formatesi in primavera, fuoriescono le femmine adulte in grado di depositare numerose uova nelle gemme ai fini riproduttivi. In passato sono stato promotore di dure battaglie ambientaliste a difesa dei castagneti ed oggi, sotto gli occhi di tutti, si ripropone, in una veste molto più drammatica, la questione del cinipide nel montorese. Gli uffici fitosanitari regionali, che all’epoca avevano promesso un controllo ferreo del cinipide in Campania, hanno fallito. La politica di centrosinistra, d’altro canto, ancora una volta mette in ginocchio la già precaria situazione ambientale del territorio campano. Infatti l’insetto, riscontrato in un grande focolaio in loc. Aterrana - Montoro Sup (AV) – ha praticamente libertà di movimento anche in tutta la Valle del Sabato raggiungendo facilmente i castagneti di Serino in direzione Giffoni Valle Piana. Una tragedia annunciata e denunciata da tempo. Ho avuto modo di occuparmi del problema promuovendo anche conferenze con i castanicoltori e con coloro che dovevano operare sul territorio. Ricorderanno bene gli intervenuti che, anche in occasione dell’incontro con gli ispettori del servizio fitosanitario regionale in provincia, proposi l’immediato blocco delle piante provenienti da Cuneo e da Viterbo – zone maggiormente interessate dal cinipide - sollecitando sia gli assessori regionali, i quali erano a conoscenza del problema ben prima che si verificassero i primi focolai in provincia di Avellino, che gli amministratori locali ad attivarsi personalmente. A quanto pare gli uni e gli altri hanno palesemente sottovalutato la questione. Anche adesso, come allora, faccio appello al buon senso, invitando coloro che governano la Regione Campania a prendere la giusta decisione: quella di lasciare spazio a chi ha più competenze e amore per il territorio. In passato ho parlato di inefficienza sia da parte di alcune strutture istituzionali che politiche, proprie di chi amministra la Regione Campania e la Provincia di Avellino, per aver permesso l’invasione delle nostre amate terre di un insetto che già a Cuneo e Viterbo, da anni, ha provocato e sta provocando danni irreparabili all’ambiente e all’economia. Oggi invece posso con tranquillità affermare che da parte di qualcuno ci sia anche malafede e, forse, dolo. Infatti ai sensi del Decreto del Ministero delle politiche agricole, tra i numerosi e immediati interventi reali sul territorio, si impone, all’art. 4, la massima azione divulgativa per informare la cittadinanza della presenza del cinipide del castagno e dei sintomi e danni da esso provocati, delle relative strategie di intervento da adottare ed dei mezzi di lotta disponibili. Oggi, purtroppo, i nostri concittadini sono fatalmente poco informati del reale pericolo che questo insetto può provocare ai castagneti e, di conseguenza, alle attività socio-economiche del nostro territorio. Per dirla più chiaramente, ciò che sta accadendo in provincia di Avellino è l’equivalente del disastro causato alle secolari palme mediterranee in Sicilia dal “punteruolo rosso”. Il rimedio dovrà essere drastico: fasce di sicurezza di almeno 2 Km intorno al focolaio riscontrato a Montoro (AV), eliminazione dei rami infetti all’altezza delle branche, eliminazione delle gemme infestate e, qualora si renda necessario, bisogna intervenire anche in modo più deciso per evitare che questa piaga si estenda a macchia d’olio su tutti i castagneti presenti in provincia e in Campania. Inoltre i servizi fitosanitari regionali, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato e i Corpi forestali regionali, dovranno, ad horas, accertare la presenza del Driocosmus Kuriphilus anche in zone diverse dal montorese. Spero solo che questa nuova emergenza non sia stata voluta per raccogliere fondi statali da elargire a papabili della politica così come è accaduto per la gestione dei rifiuti campani. Io sono sempre dell’avviso che un buon politico e un bravo amministratore debbano anticipare i tempi e non lasciarsi trafiggere dagli eventi. Buona Pasqua a tutti.
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