Schierandomi fino in fondo col quotidiano “Avvenire” giudico le proposte di Bossi sulla reintroduzione dell’ICI un aborto politico e una controtendenza rispetto alle promesse fatte agli italiani. E’ pur vero che stiamo parlando di Bossi e, dunque, è lecito e legittimo pensare su di lui ogni cosa ma, se non per gli “italiani” – parola non presente nel suo vocabolario - lo faccia per i padani che l’hanno votato: “senatur, anche se ciò che le sto per chiedere le costerà uno sforzo sovrumano provi a ripulire i suoi bottoni sinaptici prima di azionare la bocca altrimenti neanche i suoi elettori la capiranno più”. L’annuncio sulla reintroduzione dell’ICI da parte della Lega Nord, immediatamente demonizzato e messo al bando dai colonnelli di Berlusca, altro non è che un sintomo di stanchezza politica e di confusione mentale: sarà il caldo milanese che ai leghisti fa male o è, come ho sempre sospettato, l’anticamera di un secessionismo strisciante sottovalutato sia da esponenti di sinistra che dai demo-popolari Cicchitto, La Russa, Schifani, Fini, Rotondi, Gasparri …. Noi della destra sociale diciamo no ad ogni forma di federalismo leghista perché una parte del paese non può imporre all’ITALIA il proprio egoismo economico, antistorico e potenzialmente guerrafondaio. Personalmente vedo nella Lega una minaccia alla stabilità acquisita della nostra nazione che ci può condurre a scelte che potranno richiedere un giorno il sacrificio dei nostri figli. Difenderò l’onore della bandiera italiana, della sua storia e del suo futuro contro chiunque osi denigrare - o, peggio, mostra omertà per meri rendiconti personali - il nostro paese, gli eroi morti per l’unificazione e i nostri sentimenti di italiani come popolo unito e leale. Ma pongo sul tavolo del gioco anche l’ipotesi che la lega altro non è che il mastino “napoletano” di Berlusconi pronto a scagliarsi contro chiunque attenti al potere del cavaliere. In fondo l’uno ha ambizioni di dominio al nord dove i capitali e il lavoro si sprecano e l’altro deve difendere i suoi patrimoni ed investimenti avallando silenziosamente ma con scienza e coscienza scelte stolte. Sulla scacchiera politica italiana i pedoni sacrificati sono stati i colonnelli della fu Alleanza Nazionale e i molti elettori italiani che, credendo nelle parole di Bossi e dei suoi fidati alleati in merito a segnali di sicurezza sociale e stabilità politica, hanno delegato loro un potere enorme da spendere in termini secessionistici. Stolto è colui che si disseta con acqua putrida sotto i suoi piede mancando di alzare lo sguardo all’oasi che gli sta di fronte. Ragionando col proprio cervello dico, cari amici, Viva l’Italia e viva la destra italiana sempre presente nello scenario politico nazionale ed internazionale.
martedì 19 agosto 2008
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