lunedì 24 novembre 2008

TRA CRISI VERA E FALSA MORALITA'

Leggo con piacere l’intervento del prof. Francesco Alberoni sul “Corriere della Sera” in merito ad una riscoperta di valori reconditamente celati nei cuori di tanta gente e ovattata da questa crisi economica che affligge l’occidente, dall’America all’Europa. Si ostenta tranquillità e, anzi, il Governo italiano invita a non abbassare gli acquisti. Sembra che funzioni tutto secondo canoni etico-finanziari che registrano un passo indietro da parte di tutta quella gente del Billionaire, dei ricconi con yacht e jet privati o dei nobili dei salotti per bene. Dunque non si ostenta più la ricchezza e La Destra, quella sociale e popolare come usa ben specificare il nostro Presidente Teodoro, e’ contenta di tutto ciò. Mi permetto però di aggiungere al trafiletto di Alberoni che se ciò è vero non è dovuto ad una redenzione angelica dei noti personaggi sopra citati ma ad un opportunistico ed egoistico buon senso tale da garantire ancora la loro popolarità e la loro sicurezza visti i tempi che scorrono davanti ai nostri languidi occhi. Noi di destra non abbiamo bisogno di crisi per essere morali, non abbiamo bisogno di federalismi per salvare gli italiani, conosciamo bene il senso del sacrificio e siamo prima dalla parte di chi non possiede banche e palazzi. Non si può pensare di risolvere una crisi di questa portata fornendo aiuto a dirigenti multipagati e strutture bancarie. C’è bisogno invece di un intervento serio a favore delle famiglie e delle medie e piccole imprese, a favore di chi, con uno stipendio o un salario, è debole socialmente. C’è bisogno che il potere di acquisto sia forte e, mai come ora, c’è bisogno di austerità da parte dei potenti non a parole ma nei fatti. Si deve intervenire sugli sprechi (indennità milionarie per consulenti, stipendi esorbitanti per dirigenti di PP.AA.) e sulla lotta all’evasione fiscale, soprattutto rispetto ai “grandi” evasori fiscali. Sarebbe auspicabile il dimezzamento delle indennità da parlamentari e non una spesa di 250.000 € per la fornitura ai nostri rappresentanti – nominati e non votati – di agende firmate. Se poi, a qualche Deputato o Senatore della Repubblica ciò non sta bene, può ritornare al suo lavoro forse più remunerativo: apprezzo chi lascia il posto per qualcuno che ne ha più bisogno. Personalmente gradirei uomini più dediti ad atti umanitari e rispettosi dell’ambiente in cui viviamo in tempi di grassa che un gozzoviglioso ritiro spirituale in tempi di magra. Gradirei che i crocifissi in Europa si moltiplicassero e non che fossero tolti, come accade oggi in Spagna, esautorando la nostra matrice storica dalla cristianità o, peggio, asportando chirurgicamente pezzi della nostra storia e delle nostre tradizioni comuni con vergognosa e programmata ragione giuridica accompagnata da una silenziosa complicità dei nostri europarlamentari.

ABELE DE LUCA

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La DESTRA Avellino ... c"era

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