lunedì 29 settembre 2008

ARTURO MEO CONFERMATO PORTAVOCE



Arturo Meo è stato riconfermato coordinatore provinciale de La Destra nel corso del primo congresso provinciale del movimento di Francesco Storace celebratosi nella sede del circolo “G. Almirante” di Montella. L’assemblea, presieduta da Eugenio Laurenzano componente del Comitato Etico nazionale del partito, ha eletto i sette delegati al congresso nazionale in programma a Roma nei giorni 7, 8 e 9 novembre prossimi. Gli irpini che unitamente a Meo rappresenteranno la provincia di Avellino nell’assise nazionale sono: Gerardo Basile, Gennaro Bruno, Rosario Capolupo, Genny Teresa Carretta, Antonio De Nardo, Rosario Del Priore, Franco Lo Conti.
I lavori del congresso provinciale sono stati aperti da Gerardo Basile, coordinatore de La Destra di Montella, il quale con orgoglio ha ricordato che una delle prime sezioni a livello nazionale del vecchio Msi fu fondata proprio nella cittadina dell’Alta Irpinia.
I congressisti, al termine delle operazioni inerenti all’elezione del portavoce provinciale ed all’elezione dei delegati, alla unanimità hanno approvato la seguente mozione facendo carico il neo coordinatore provinciale di illustrarla in sede di dibattito nazionale.
MOZIONE
In un clima di federalismo, di cui non si conoscono gli effettivi sbocchi ed i reali contenuti che potrebbero alla fine risultare devastanti per l'unità nazionale, La Destra deve rivendicare con forza l'appartenenza dell'Irpinia, zona interna del Bel Paese, al "sistema Italia" respingendo con forza le istanze di movimenti separatisti che alimentano inquietanti egoismi.
Contro il processo di unificazione dell'Italia durante il primo decennio del Regno l'insurrezione politica e sociale sorta nel Mezzogiorno italiano venne definita brigantaggio e gli autori della insorgenza furono definiti briganti dai militanti unitari; oggi l'Irpinia, unitamente ad altri popoli, deve produrre una nuova generazione di "briganti", questa volta decisi - sotto la bandiera de La Destra, simbolo di libertà, di continuità, di modernità - a battersi per difendere l’unità d’Italia ed al tempo stesso per tutelare le peculiarità culturali, etniche ed ambientali del Sud d'Italia.
La gente del Sud ci guarda e La Destra può intercettare i consensi di questa gente nella misura in cui andrà a posizionarsi sul territorio. Massima attenzione verso il sociale, in particolare nei confronti delle categorie deboli di una società sempre più oggetto di grosse manovre di mercato e sempre meno soggetto attivo in termini di partecipazione. Massima attenzione per quei settori dell’economia irpina - si pensi agli artigiani, ai piccoli operatori del commercio, agli agricoltori - che pur rappresentando la fonte di una cospicua quota del prodotto provinciale non trovano adeguato riscontro da parte del legislatore regionale. Massima attenzione verso le politiche attive del lavoro al fine di attrarre in Irpinia investimenti capaci di fronteggiare il problema della disoccupazione. Una destra moderna e non salottiera di questo dovrà farsi carico.
La Destra ha il dovere di farsi interprete del ruolo che questo settore politico - con coraggio rappresentato per anni da Giorgio Almirante - ha avuto nel parlamento repubblicano, esaltando quei valori che non possono non appartenere alla destra politica. Giustizia sociale, tutela delle classi meno abbienti, tutela dei deboli, tutela della integrità nazionale, valorizzazione del lavoro inteso come elemento essenziale della società, salvaguardia della supremazia del diritto e delle connesse libertà dell'uomo, condanna dei privilegi, condanna del carrierismo politico, esaltazione della meritocrazia, smantellamento della casta: questi sono i valori, la stella polare dell'azione politica de La Destra.
La Destra deve impedire che altri possano impossessarsi definitivamente di iniziative che da sempre sono state patrimonio culturale e strategico di questo settore politico. Così operando, con fede e determinazione, La Destra sarà in grado di riscuotere quel consenso popolare che deve essere alla base di ogni civiltà moderna.
Perché il processo di riproporre nella coscienza popolare l'idea di una destra moderna - dopo che altre formazioni ignominiosamente hanno deciso di liquefarsi in un calderone dove gli antichi sentimenti almirantiani purtroppo non troveranno spazio - è assolutamente necessario e vitale tenere fuori dal movimento quanti intendono militare a destra sulla scia di culture razziste e xenofobe. Dare spazio a tali fenomeni significherebbe non aver compreso il momento critico che l'intero arcipelago della destra sta vivendo in Italia.

giovedì 25 settembre 2008

martedì 23 settembre 2008

Congresso provinciale

CONGRESSO PROVINCIALE LA DESTRA

Domenica 28 settembre 2008 si svolgerà il primo congresso provinciale de La Destra. L’assise si terrà nei locali del circolo territoriale di Montella, in via Dante 7.
L’assemblea, presieduta dall’on. Bruno Esposito in rappresentanza della segreteria nazionale, è stata indetta per le ore 9 in prima convocazione e per le ore 10 in seconda convocazione.
Questo l’ordine del giorno:
1) inaugurazione del circolo territoriale La Destra di Montella;
2) apertura dei lavori con intervento del rappresentante della segreteria nazionale;
3) saluto ai congressisti del coordinatore cittadino Gerardo Basile;
4) saluto ai congressisti del portavoce provinciale uscente, Arturo Meo;
5) elezione del portavoce provinciale;
6) elezione dei delegati irpini al congresso nazionale.
In apertura dei lavori l’assemblea renderà omaggio a Giovanni Palatucci (nato a Montella il 31 maggio 1909 e morto, da democratico e sicuramente non antifascista, nel campo di sterminio di Dachau il 10 febbraio 1945), Medaglia d'oro al merito civile per aver salvato la vita ad ebrei durante la seconda Guerra Mondiale. L’assise nazionale de La Destra, che vedrà la partecipazione di mille delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza di quattordicimila iscritti, si svolgerà nei giorni 7-8-9 novembre 2008 presso l’Hotel Ergife di Roma

lunedì 15 settembre 2008

Fascismo ed Antifascismo

Io sono e mi sento profondamente democratico, e proprio perché democratico non posso essere anti – nulla nemmeno anticomunista; ho sempre rispettato la carta costituzionale, ma altresì non sono antifascista e spero di poter continuare a vivere questa mia condizione in Italia e alla luce del sole. Sin dai tempi del Movimento Sociale, che per ragioni di età ho vissuto poco, insieme a tutti i militanti, ho sempre rispettato la Costituzione, anche se con l'obiettivo di volerla cambiare in alcune parti e vederla realizzata nel suo complesso. Con le parole dell'onorevole Fini, invece, si potrebbe aprire una stagione di persecuzione e violenze nei confronti di quegli italiani che non hanno fatto parte del discriminatorio “arco costituzionale” che giustificava le aggressioni e le uccisioni dei militanti del MSI in quanto ritenuti fascisti. Ora che AN ha chiuso il proprio ciclo di trasformismo, la classe dirigente dovrebbe liberare la “fiamma” e donare alle famiglie dei ragazzi del MSI uccisi i beni materiali accumulati nel corso di decenni e che furono il frutto di donazioni di uomini e donne che combatterono nella Repubblica Sociale Italiana e che aderirono al MSI con l'obiettivo di “non restaurare e di non rinnegare”.
Sembra evidente l'obiettivo di distogliere l'attenzione dai provvedimenti, quelli si antidemocratici, che il Governo adotterà soprattutto relativamente al rinnovo del Parlamento Europeo, dove saranno tolte le preferenze e sarà inserito uno sbarramento che impedirà a milioni di italiani di essere rappresentati, e di creare contrasti tra le forze politiche che non si sono volute uniformare ai due grandi calderoni oggi presenti in Italia, quali “La Destra”, Rifondazione Comunista ed il Partito Socialista che da sempre sono la voce critica del Paese. E solo mettendo nuovamente gli opposti contro che potranno realizzare i loro obiettivi. La Destra di Avellino lancia un appello ai compagni della sinistra critica affinché non si cada in questo tentativo dal momento che fascismo e antifascismo, comunismo ed anticomunismo appartengono alla storia, ed entrambi i movimenti nascono da una profonda radice sociale. Solo così inutili saranno le dichiarazioni del Presidente della Camera e solo così troveranno pace e rispetto per sempre quei morti che, da una parte e dall'altra, entrambe giuste, perché i morti sono tutti e sottolineo tutti uguali, 60 anni fa hanno salvato l'Italia dal Nazismo e dalla furia del comunismo slavo. Se non ci fosse stata Salò i nazisti avrebbero distrutto tutto nella loro ritirata e, laddovè non è stata presente come nel Friuli, ricordiamo i massacri slavi e le foibe.
Le parole di Fini non giustificano più di avere nell'interno delle sedi di AN una memoria storica che oggi viene rinnegata ed infangata. Le foto di Almirante, quelle dei morti degli anni di piombo e dei fondatori del Movimento Sociale dovrebbero essere rimosse, perché quando si nega una memoria storica non si ha il diritto di utilizzarne i simboli.
Arturo Meo
Coordinatore Provinciale La Destra Avellino

24-01-09 TG1 - Ore 20 RAI UNO

24-01-09 TG2 Ore 20 30 RAI DUE

24-01-09 TG3 - Ore 19 RAI TRE

La DESTRA Avellino ... c"era

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10 NOVEMBRE 2007 - ROMA
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