Il 2008 ha chiuso i battenti lasciando negli scaffali dei partiti che in Irpinia si riconoscono ancora nei due poli rovine di ogni genere. Rovine di idee, di cultura e di uomini. La politica fatta di passione ed ideali negli ultimi mesi è rimasta miseramente sopraffatta dal gusto del mercanteggiare, del dispetto, della ripicca. Enti locali buttati alle ortiche per mettere alla gogna questo o quel personaggio, cicli amministrativi traumaticamente interrotti in virtù di accordi incestuosi e sorretti esclusivamente da uno squallido ed inquietante trasformismo, presidenze di enti di servizio perseguitate perché gestite da “non allineati”, interferenze improprie sugli assetti partitici da parte di entità istituzionalmente destinate a curare equilibri di ben diversa natura.
Questo e ancora altro viene consegnato al 2009 dalle cronache dell’anno che ormai è andato in archivio, un anno che ha visto – bisogna dirlo senza alcuna remora - esponenti di prima grandezza (si fa per dire!...) e mezze cartucce del centrosinistra e del centrodestra esibirsi in sceneggiate che hanno prodotto l’unico effetto di generare sconcerto e disorientamento nelle varie comunità della provincia. Come non ricordare la rissosità e la confusione identitaria che hanno spadroneggiato nei due maggiori schieramenti politici, accomunati alla fine dal disgusto dell’opinione pubblica nella torre di Babele! Come non ricordare che personaggi venuti dal nulla hanno scippato al generoso cronista l’onore della prima pagina soltanto per contestare l’avversario di turno, guardandosi bene dal suggerire o dall’impostare soluzioni o progetti alternativi! Come non ricordare che stucchevoli convegni – della serie parole, parole, parole… - organizzati e pompati con l’unico scopo di apparire e di parlare, spesso con clamorosi danni grammaticali e sintattici, mai o quasi mai sono stati ideati per costruire un qualcosa di utile e di fruibile per il cittadino della strada. Questo è il retaggio politico che la cosiddetta classe dirigente consegna al nuovo anno. C’è poco da stare allegri!
Fino a quando ruderi e metodi della Prima Repubblica (e reperti di questo genere abbondano sull’uno e sull’altro fronte dello scacchiere politico) continuano a campeggiare sulla scena provinciale è azzardato sperare in un domani diverso dove possa trovare cittadinanza “chi è” e non soltanto “chi ha” o addirittura “chi dà”, dove i rappresentanti di un popolo sempre di più meno sovrano possano servire la res publica e non servirsene per fini personali, dove i fannulloni della politica siano messi da parte in primis dalle rispettive organizzazioni di appartenenza. L’Irpinia ha bisogno di vigorosi slanci di generosità amministrativa, di gente cioè idonea – sul piano morale e sul piano culturale - a dedicarsi alla gestione del territorio intero e delle sue molteplici esigenze. Esigenze ambientali, strutturali, economiche e sociali.
A queste esigenze la nostra destra, la destra sociale che nulla ha in comune con salotti dorati e palazzi arabescati, guarda con particolare attenzione. Una destra, quella di Storace, che anche in Irpinia si è detta pronta a battersi – da sola o in compagnia, questo poco conta – per la ripresa socio-economica della nostra amata terra, una ripresa che dovrà essere imperniata innanzi tutto sulla individuazione della gente giusta nei posti giusti, sulla capacità di mettere nelle condizioni di non nuocere quanti con gli Irpini non hanno nulla da condividere, sulla messa al bando del clientelismo mortificante, sul controllo rigoroso della gestione della miriade di enti e carrozzoni vari che operano in provincia assicurando benessere e prebende ai soliti amici di merenda. Questa è la destra con cui dovrà confrontarsi chi intende segnare una concreta discontinuità rispetto ai metodi ed alla cultura gestionale del passato, questa è la destra che non esiterà un solo istante a confrontarsi con l’opinione pubblica in ordine alle problematiche legate al quotidiano, questa è la destra che non porrà paletti al coinvolgimento di quanti effettivamente vorranno lavorare per l’Irpinia e per gli Irpini, con disponibilità, dedizione ed impegno sociale. Nel segno di una rinnovata cultura di governo.
Eugenio Laurenzano
Comitato Etico Nazionale
La Destra
venerdì 2 gennaio 2009
LA DESTRA E' PRONTA!
Pubblicato da
Eugenio
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12:05:00
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